Il Mercatino

Nuova inserzione del 7/1/2012



di Di Tata Emiliano

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il merchandising ufficiale del Carro dei Giovani.

La storia del Carro



Un giorno del mese di marzo del 1897 a Giuseppe Belpulsi (nato nel 1863), mentre sul « Muraglione » assisteva agli allenamenti dei buoi per la corsa dei carri, venne in mente di allestire un carro con l’aiuto di alcuni giovani che si trovavano con lui. I componenti erano tutti giovani e per questo decisero di chiamare quel carro « carro dei giovani ». Essi entrarono così a far parte di quella festa che si ripete ogni anno con grande entusiasmo ed agonismo. I risultati agli inizi furono piuttosto scarsi, perché mancava l’esperienza necessaria per poter sconfiggere i Bevilacqua, esperti e forti. Nel 1903 D’Angelo Antonio entrò a far parte di questo gruppo di giovani e ne assunse la direzione. Portò con sé un bagaglio di esperienza e conoscenza profonda dell’avversario, che aveva acquisito quando ancora diciannovenne, aiutava il padre Vincenzo a gareggiare con il suo carro. Incominciò l’epopea delle grandi lotte contro Nicola Bevilacqua che, per la prima volta, vedeva minacciate le sue continue vittorie.


Il 1953 è un anno particolare per il Carro dei Giovani, in quanto segna la fine di una lunga serie di sconfitte accumulate dal 1943, cioè il periodo più tenebroso che il Carro dei Giovani abbia mai affrontato nel corso della storia.


Il sorpasso si verificò alla partenza in contrada "Bufalara" in quanto i Giovanotti ebbero dei problemi con il cavallo della catena che impedì ai buoi di effettuare una giusta partenza. I Giovani riuscirono ad approfittarne e a mantenere il primo posto fino all’arrivo aggiudicandosi una bella vittoria. Da allora e fino al 1963 fu un continuo alternarsi di vittorie e di sconfitte.


Nel 1964 il carro dei Giovani si aggiudicò una delle vittorie più belle: i buoi riuscirono a recuperare 1.500 metri di strada, perduti per la caduta di un cavallo che, finendo tra le ruote, fece ribaltare il carro, provocando la caduta dei carrieri. Lungo la strada i Giovani riuscirono ad assumere nuovamente la posizione di partenza e in paese a sorpassare il carro concorrente.


A partire dal 1964 fino al 1993 il Carro dei Giovani accumulò una lunga serie di vittorie. In questo arco di tempo ben 20 furono gli anni “gloriosi” e solo 8 le sconfitte incassate. Fu uno dei periodi in cui il carro dei giovani spadroneggiava la carrese: erano gli anni di Di Monte Franco (detto Checchin), di Maiorino Antonio (detto Maquarè), Maiorino Pasquale (detto Maquarè) Facciolla Giuseppe, Del Pinto Luca, Di Bernardo Giovanni (detto Castion), Sassano Roberto, Di Monte Matteo (detto Checchin) e di De Santis Leo (dett Vammin), persone che hanno dato lustro al Carro dei Giovani, uomini di carattere, molto rispettati e che tutti noi ricordiamo per le loro capacità, e per la passione e il forte coinvolgimento che mostravano nei riguardi del carro.


Nel 1970 il Carro dei Giovanotti non partecipò alla gara a causa della pioggia, ma anche a causa di un triste avvenimento accaduto il 30 Aprile 1969. Circa trenta minuti dopo la gara, davanti alla Chiesa parrocchiale, due buoi si diedero a precipitosa fuga, causando la morte di Licursi Antonio di Ururi, e il ferimento dei sanmartinesi Altobello Michele e Colonna Nicoletta e quello di Casolino Michele di Portocannone. Da allora i cavalieri dovevano assumersi la responsabilità di ciò che accadeva durante la corsa: la maggior parte dei partecipanti dei Giovanotti rinunciò e il Carro dei Giovani fu l’unico carro che prese parte alla corsa.


Un altro anno che ha lasciato il segno nella storia della nostra tradizione è il 1975. Si tratta del primo anno in cui due buoi di S. Martino hanno fatto il tragitto che va dalla partenza fino al tratturo di continuo galoppo. Si trattava dei buoi Fiorindo e Cavaliere chiamati “a frecc”, appunto per la loro velocità. La corsa fu vinta dai Giovani, ma la Giuria non ha assegnato la vittoria a nessun carro poiché i Giovanotti erano partiti prima del "via" impartito dal sindaco Mancini Michele.


Nel 1976 non si gareggiò.


Nel 1977 per assegnare l’ordine di partenza dei carri si scelse di procedere ad estrazione. Fu l’unica volta che in queste circostanze fu estratto per primo il Carro dei Giovani che riuscì a conservare il primo posto fino all’arrivo.


Nel 1978 i Giovani dovettero subire una amara sconfitta a causa di un avvenimento che ha dell’incredibile. Un componente dei Giovanotti Aquilante (detto u Mattariell) a soli 400 metri dal via, nelle vicinanze delle Palmette si lanciò diritto contro il Carro dei Giovani, causando un forte rallentamento dei buoi. Gli avversari riuscirono ad approfittarne ma la loro festa durò solo 12 mesi; l’anno successivo, infatti, i Giovani si riappropriarono del primo posto: il sorpasso avvenne proprio alla partenza.


Durante gli anni Ottanta la carrese incomincia ad assumere una veste diversa, più tecnica e più veloce rispetto agli anni precedenti. Alcune strategie di gara sono state sperimentate proprio dai bianco celesti e sono state poi applicate anche dal carro avversario. A cavallo di questi anni i Giovani ebbero un favoloso periodo di gloria, nonostante la perdita di molti componenti, cavalieri e simpatizzanti che crearono un nuovo carro “La cittadella”, dai colori bianco-verde. Questol partito non riportò alcuna vittoria e nel 1984 si sciolse definitivamente (durò 6 anni).


Un decennio dominato dal trionfo dei colori biancocelesti dall’81 all’84 e dall’86 al 1988. Sono questi gli anni di Muccillo Sebastiano, Tardioli Antonio, Iannone Giuseppe, Garofalo Leo, Conti Mario, Bevilacqua Franco, Rocco Giuseppe, Ciavarrella Franco, Maiorino Leo, Del Pinto Consalvo, Del Pinto Costantino, Di Pietro Santino e Macrellino Antonio, che viene ricordato da noi tutti per la sua magnanimità, moralità e per il forte attaccamento al Carro dei Giovani: è stato, tra l’altro, uno dei promotori all’introduzione dell’uso dell’elmetto protettivo. Le sconfitte furono poche ma piuttosto cocenti e inaspettate.


Nel 1980 il sorpasso avvenne proprio a poche centinaia di metri dall’arrivo, precisamente in via Marina all’altezza dell’abitazione della famiglia Langiano. Già l’anno successivo però, i Giovani si riappropriarono del primo posto, con un sorpasso effettuato dai buoi Palazzuolo e Capitano avvenuto nei pressi di “Mariannina”.


Un’altra spiacevole sconfitta si ebbe nel 1985 a causa di un bue Cimar che bruscamente rallentò la corsa per un problema agli arti posteriori. Ma l’anno successivo i Giovani si presero una bella rivincita e dopo uno spettacolare quanto mozzafiato testa a testa lungo il pezzo di strada chiamato “u lvon” riuscirono a spuntarla proprio nell’ultimo tratto, nell’atto del cambio dei buoi (a svict).


Nel 1989 il Carro dei Giovani risultava dalle prove nettamente più forte rispetto ai Giovanotti, ma a causa di una violenta grandinata avvenuta il giorno antecedente la gara i responsabili del carro quasi all’unanimità scelsero di cambiare uno dei due buoi “titolari” del primo tratto di strada che porta fino al tratturo: una scelta che costò la perdita della gara proprio alla partenza.



Nel 1990 i Giovani riuscirono a recuperare il distacco accumulato durante la corsa e proprio sotto l’arco ci fu un testa a testa: infatti un bue del Carro dei Giovanotti non appena attraversato l’arco "Porta San Martino" cadde a terra e i Giovani riuscirono ad arrivare davanti le scale della chiesa per primi ma con un solo bue poichè l’altro era stato sganciato da un componente del carro avversario proprio durante l’ammucchiata. Alla fine però, tra tante discussioni e perplessità la vittoria fu aggiudicata ai giallorossi.


Il 1991 fu un anno ricco di avvenimenti singolari: un bue dei Giovanotti cadde a poche centinaia di metri dalla svicita (a metà lvon) e i Giovani ne approfittarono arrivando per primi al tratturo. Ma nel frattempo i Ggiovanotti, per recuperare il tempo perso, trasportarono il carro con l’ausilio dei cavalli (atto che viene espressamente vietato dallo statuto). I Giovani, intanto, non riuscirono ad agganciare i buoi freschi sul tratturo e a fine gara i Giovanotti vinsero ma furono squalificati a causa dell’errore commesso.


Nel 1992 e nel 1993 a trionfare sono i biancocelesti anche se inspiegabilmente la corsa del 1993 fu squalificata dal giudice unico di gara Don Angelo Castelli (che in via eccezionale dovette sostituire il sindaco Carmine Troilo assassinato pochi giorni prima della gara) a causa di una falsa partenza dei due carri.


Nel 1994 non si gareggiò


Nel 1995 si tirò a sorte l’ordine di partenza. Come già accaduto in passato la fortuna baciò di nuovo il Carro dei Giovanotti. Da quell’anno in poi all’interno del partito iniziarono a crearsi degli scompigli che portarono anche al trasferimento della sede del carro dalla masseria di Di Pietro in località Gallicciola alla masseria situata in contrada S. Avvocata 17, che rappresenta ormai da 10 anni la sede del Carro dei Giovani, masseria di proprietà della famiglia Fabrizio, alla quale tutto il partito deve un grande ringraziamento. In questi anni, inoltre, vi è da richiamare alla memoria i due buoi Calabrese e Palazzuolo che riuscirono a scalare i record di tempo precedenti e a siglare un tempo di prova dalle palmette (5 minuti e 20 secondi) mai battuto fino ad ora da nessun carro nonostante il perfezionamento delle tecniche di gara.


Nel 1999 dopo quattro anni di sconfitte e delusioni ci fu una vittoria seguita poi da altri tre anni di sconforti. Nel 2000 i Giovani persero la corsa a pochi metri dal traguardo e nel 2001 il bue Calabrese detto anche “8 milioni” cadde proprio durante uno spettacolare testa a testa con i Giovanotti all’altezza della masseria di “Nicola La Vecchia”. Furono due sconfitte che lasciarono l’amaro in bocca a tutti i tifosi.


Ma la vittoria più bella che il carro dei Giovani ricordi è datata 2003. I due buoi Palazzuolo e Calabrese dopo aver recuperato i 300 metri di distacco persi dalla partenza effettuarono un sorpasso mozzafiato, forse il più bello della storia della carrese. Il Carro dei Giovanotti all’uscita di “grfon” proseguì per la strada brecciata mentre i Giovani imboccarono l’altra strada di terra. Un sorpasso da formula uno avvenne solo dopo poche centinaia di metri. I Giovani carichi di grinta e di entusiasmo riuscirono addirittura a distaccare di un bel po’ il carro avversario e furono accolti in paese da una folla delirante. Anche il 2004 fu un altro anno di vittoria per i Giovani seguiti però da questi ultimi quattro anni di sconfitte (2005 - 2006 - 2007 - 2008).


Oggigiorno sono ancora molti i ragazzi che si sentono legati a questa spettacolare tradizione. La corsa nel corso degli anni è andata via via perfezionandosi: ognuno cerca di fare del suo meglio e si rende partecipe attivamente alla manifestazione. A ciascuno di loro viene affidato un ruolo ben preciso cosicché ognuno è importante ma nessuno è indispensabile. Ci sembra giusto però citare le persone tra carrieri e cavalieri che si dedicano attivamente alla riuscita di questa impresa, e sono: Di Monte Antonio, Sassano Michele e Luigi La Rocca (carrieri), Di Mascio Antonio, Martino Mario, Berchicci Roberto, Vietri Antonio, Paolucci Antonio, Parisi Gino, Evangelista Pasquale alcuni giovani esordienti e molto promettenti tra cui Del Pinto Luca, Muccillo Pasquale, Garofalo Pasquale, Langiano Simone, D’Amico Francesco, Paolucci Felice, Esposito Giuseppe e i sempreverdi Muccillo Sebastiano, Tardioli Antonio, Maiorino Leo, Consalvo Del Pinto e Montanaro Valerio. Ma ci sono anche tante persone che collaborano vivamente ciascuno rispettando i propri ruoli: i cassieri, il personale addetto a girare i buoi e il carro, tutto lo staff presente sul tratturo che si occupa della svcita e anche tutti quelli che sostengono il carro solo dal punto di vista finanziario. Il carro per far fronte alle proprie spese si avvale dell’aiuto finanziario di tutti i simpatizzanti, ma anche del sussidio di alcuni Enti tra cui il Comune, la Provincia e la Regione.


L’augurio di chi scrive come quello di chi ci tiene davvero è che il carro dei Giovani continui a far parlare di sé in maniera positiva: che valorizzi il rispetto per le persone, gli animali e le cose; che sia sempre osservante delle regole che sono alla base di una sana e corretta competizione; che ogni azione, improntata sulla trasparenza e chiarezza, sia di esempio e guidi le nostre e le future generazioni che dell´appartenenza al Carro dei Giovani ne faranno un vanto.

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